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L'olio campano

L’olio extravergine
di oliva campano e le sue
varietà

L'olio di oliva campano

La Campania vanta una tradizione olivicola antichissima: sappiamo che nell’antica Pompei l’olio veniva conservato nei doli di terracotta interrati per mantenerlo fresco.

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In questo territorio la coltivazione dell’olivo si è affermata già in epoche storiche molto remote: si ritiene che la pianta fu introdotta già dagli antichi Greci e successivamente consolidata in epoca romana, come testimoniano i resti di frantoi e reperti legati alla produzione di olio nelle aree archeologiche, tra cui Pompei, dove il consumo e la conservazione dell’olio costituivano una pratica diffusa nella vita quotidiana dell’antica città.

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Oggi la regione conta circa 70.000 ettari di oliveti e oltre 60 cultivar autoctone, con una produzione che supera il milione di quintali di olive. Nel 2022 l’olivicoltura campana ha generato un valore economico di oltre 80 milioni di euro.

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La funzione dell’olivo nel paesaggio campano non è solo economica, ma anche ambientale e culturale: gli oliveti contribuiscono alla protezione del suolo, alla conservazione della biodiversità e alla formazione del caratteristico paesaggio rurale mediterraneo diffuso su colline, terrazze e pendii di Salerno, Cilento, Penisola Sorrentina, Irpinia e Terre Aurunche.

 

 

 

Le varietà campane

RAVECE

La Ravece è una cultivar tipica dell’Irpinia, diffusa soprattutto nella provincia di Avellino. Produce un olio extravergine di oliva di elevata intensità sensoriale, caratterizzato da fruttato verde intenso, con sentori di pomodoro verde, carciofo ed erba fresca. Al gusto presenta amaro e piccante marcati, ben equilibrati. È una varietà con alto contenuto in polifenoli, che conferisce all’olio buona stabilità ossidativa e lunga conservabilità. La resa in olio è generalmente medio-bassa.

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OGLIAROLA CAMPANA

L’Ogliarola Campana è una delle varietà più diffuse in regione, in particolare nel Cilento, nel Salernitano e nel Casertano. L’olio ottenuto presenta un fruttato medio o medio-leggero, con note di mandorla dolce, mela e lievi sentori erbacei. Al palato è generalmente poco amaro e poco piccante. La resa è buona e costante. È adatta sia alla produzione in purezza sia come componente di blend.

ROTONDELLA

L’Ogliarola Campana è una delle varietà più diffuse in regione, in particolare nel Cilento, nel Salernitano e nel Casertano. L’olio ottenuto presenta un fruttato medio o medio-leggero, con note di mandorla dolce, mela e lievi sentori erbacei. Al palato è generalmente poco amaro e poco piccante. La resa è buona e costante. È adatta sia alla produzione in purezza sia come componente di blend.

ORTICE

La cultivar Ortice è tipica del Sannio beneventano. L’olio si caratterizza per un fruttato medio-intenso, con sentori erbacei e vegetali. Amaro e piccante sono presenti ma ben bilanciati. La resa è generalmente buona. Negli ultimi anni questa varietà è stata oggetto di una crescente valorizzazione per le sue caratteristiche qualitative.

RAVECE

OGLIAROLA 

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ORTICE

CAIAZZANA

La Caiazzana è una cultivar autoctona dell’alto Casertano. L’olio presenta un fruttato medio, con profumi erbacei e gusto armonico. Amaro e piccante sono contenuti. La resa in olio è medio-alta. Viene utilizzata sia in purezza sia in blend, soprattutto nelle produzioni locali.

LECCINO

Il Leccino non è una varietà autoctona campana, ma è ampiamente coltivato anche in Campania per la sua adattabilità. L’olio ha un sentore fruttato leggero, con profilo sensoriale delicato e bassi livelli di amaro e piccante. La resa è buona. È spesso impiegato nei blend per migliorare la produttività e rendere l’olio più equilibrato e accessibile.

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